Oltre i KPI: Misurare il benessere e l'autoregolazione nel Coaching
- Alessia Pinna
- 12 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 3 mar
Nel mondo aziendale, il successo di un intervento viene spesso misurato attraverso i KPI (Key Performance Indicators): fatturato, velocità di esecuzione o crescita del business. Tuttavia, il coaching professionale agisce su una dimensione molto più profonda che produce risultati intangibili ma fondamentali per la sostenibilità del successo a lungo termine.
Valutare questi aspetti richiede di guardare oltre la performance immediata, concentrandosi su categorie come il benessere psicologico, la capacità di coping e l'autoregolazione.
Le categorie dei risultati intangibili
Secondo una vasta revisione della letteratura scientifica (Marras G. et al 2024), i risultati del coaching possono essere classificati in diverse sottodimensioni che vanno oltre le semplici competenze tecniche.
1. Benessere (Well-being)
Il benessere nel coaching non è solo un "sentirsi bene" temporaneo, ma uno stato emotivo e psicologico di salute e felicità globale, che include la resilienza e la capacità di affrontare le sfide della vita. Gli interventi di coaching efficaci hanno dimostrato di poter aumentare il benessere psicologico e, soprattutto, di ridurre l'esaurimento emotivo e il burnout.
2. Coping e Resilienza
Il "coping" riguarda la capacità di un individuo di fronteggiare stressor attuali e futuri. Misurare l'efficacia del coaching in questo ambito significa osservare l'aumento dell'auto-efficacia del cliente e la riduzione dei segnali fisiologici di stress, come i livelli di cortisolo. Un cliente resiliente è in grado di trasformare un fallimento in un'occasione di apprendimento.
3. Autoregolazione orientata agli obiettivi
Questa dimensione valuta i processi coinvolti nel raggiungimento e nel mantenimento degli obiettivi rappresentati internamente come stati desiderati. Il coaching facilita lo sviluppo di una visione chiara e il miglioramento del processo decisionale strategico, permettendo al suo cliente di monitorare autonomamente i propri progressi e correggere la rotta quando necessario.
4. Attitudini lavorative (Work Attitudes)
Le attitudini lavorative comprendono le risposte cognitive e affettive verso la propria carriera. Valutare il coaching sotto questo profilo significa misurare il miglioramento nella costruzione di relazioni, la soddisfazione lavorativa e la motivazione intrinseca nel creare nuovi progetti o gestire team complessi.
Come misurare ciò che non si vede?
Sebbene questi risultati siano "intangibili", il coaching professionale utilizza indicatori chiari per verificarne l'emersione:
• Spostamento di prospettiva (Reframing): Il coach facilita il cambiamento di prospettiva, aiutando il cliente a vedere situazioni o credenze in modi nuovi che scoprono nuovi significati o possibilità.
• Consapevolezza dei trend comportamentali: Notare schemi ricorrenti nelle emozioni e nei comportamenti attraverso le sessioni permette di misurare la crescita della consapevolezza di sé.
• Integrazione dell'apprendimento: Il successo si manifesta quando il cliente integra nuove consapevolezze nel proprio modo di vedere il mondo e nei propri comportamenti quotidiani.
Conclusione
Il coaching efficace non si limita a correggere un comportamento, ma promuove una trasformazione della persona che si riflette inevitabilmente sulla performance organizzativa. Come ricordano gli standard ICF, facilitare la crescita del cliente significa partnerizzare con lui per trasformare l'apprendimento in azione sostenibile, garantendo che il benessere diventi il motore della performance.
Fonti utilizzate:
• Marras, G., Opizzi, M. & Loi, M. (2024). Understanding the multifunctional role of entrepreneurial coaching through a systematic review of the literature. Journal of Managerial Psychology.
• Marras, G. (2025). VOCE-Valuable Observations on Critical Elements in Entrepreneurial Coaching. University of Cagliari: Phd dissertation
• International Coaching Federation (ICF). 2025 Core Competencies.


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